Inaugurazione del nuovo Posto di Polizia Ferroviaria a Fossano

Inaugurazione del nuovo Posto di Polizia Ferroviaria a Fossano

Nella splendida cornice del Castello degli Acaja a Fossano, si è tenuta la presentazione della inaugurazione del Posto di Polizia Ferroviaria, alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Interno Nicola Molteni e del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza- Prefetto Vittorio Pisani. Nella sala Barbero del Castello, davanti alle numerose Autorità civili e militari e al Vescovo della Diocesi di Cuneo e Fossano Mons. Piero Delbosco, sono intervenuti il Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato Prefetto Renato Cortese, il Prefetto della Provincia di Cuneo Mariano Savastano, il Questore Carmine Grassi, il Sindaco della città di Fossano Dario Tallone.

Il Prefetto Pisani nel suo intervento ha ringraziato i poliziotti della Ferroviaria, che nelle stazioni, anche di comuni piccoli come Fossano, e sui treni garantiscono ogni giorno la sicurezza degli scali ferroviari e di milioni di passeggeri. Il Capo della Polizia ha inoltre sottolineato l’importanza della sinergia tra la politica, fatta di persone che vivono il territorio e che sono sensibili alle esigenze della comunità locale, e il Dipartimento della Pubblica sicurezza. Grazie a questa stretta collaborazione è stato possibile veder nascere il posto di Polizia ferroviaria a Fossano, rispondendo alle istanze di sicurezza dei cittadini.

Nel suo intervento il Sottosegretario Molteni ha dichiarato “Oggi è una giornata importante per tre motivi: con l’inaugurazione del posto di Polizia Ferroviaria qui a Fossano, implementiamo un nuovo presidio di legalità e sicurezza sul territorio. La direzione intrapresa è quella di aprire posti di polizia e non di chiuderli, perché un presidio di legalità in più sul territorio è una garanzia maggiore di sicurezza per la comunità. Un secondo elemento importante per la collettività, è l’attenzione che questo Governo e il ministro Piantedosi in modo particolare, stanno riservando alle stazioni ferroviarie che sono tendenzialmente il biglietto da visita e luogo di aggregazione per studenti, pendolari e turisti.

È stato rafforzando la Polfer, collocando i militari là dove ci sono le condizioni per farlo, operando controlli ad alto impatto, istituendo in alcuni territori le zone rosse, che si è alzata l’attenzione di vigilanza e protezione sulle stazioni, mettendo a disposizione strumenti e dispositivi nuovi ed alternativi per alzare la soglia di sicurezza. Infine, fondamentale è che l’attenzione per la sicurezza degli snodi ferroviari, si concentra non solo nelle grandi città metropolitane, dove nell’immaginario collettivo ci sono i maggiori problemi, ma la sensibilità e l’attenzione del ministro e del Governo si è posata anche su realtà più piccole, che hanno anch’esse fenomeni di illegalità e criminalità che vanno contrastati.

Questi sono i tre motivi principali che mi rendono orgoglioso di quello che stiamo facendo oggi, lo stesso orgoglio che provo riconoscendo come tutto ciò non sarebbe possibile senza il costante contributo di impegno, sacrificio e professionalità delle donne e degli uomini delle nostre Forze dell’Ordine“.

Il presidio della Polizia di Stato, attivo da giugno 2024, in nove mesi di operatività ha contribuito ad incrementare la sicurezza di oltre cinquemila viaggiatori che, giornalmente, utilizzano la stazione ferroviaria. Sono stati oltre 12.500 i controlli dei soggetti identificati in 890 servizi, svolti in stazione e a bordo treno, 300 le scorte effettuate ai convogli ferroviari e 110 i pattugliamenti lungolinea.

Al termine della presentazione presso il Castello, la cerimonia è proseguita in stazione ferroviaria, con la scopertura della targa del Posto di Polizia Ferroviaria, ubicato sulla banchina del binario 1, cui è seguita la benedizione da parte del Vescovo della Diocesi di Cuneo e Fossano e il taglio del nastro da parte del Sottosegretario di Stato all’Interno alla presenza del Capo della Polizia e di tutte le Autorità civili e militari, che hanno, successivamente, visitato i locali dell’Ufficio.

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